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Una lunga dichiarazione di amore

Da ViareggiOk

Un’ininterrotta dichiarazione d’amore quella di ieri sera alla cittadella del carnevale, amore con la A maiuscola per Viareggio, per la sua gente, per il coraggio dimostrato, la dignità espressa, la forza che tutti dovremo trovare. Non una parata di stelle, non uno spettacolo, non un alternarsi di personaggi famosi, ma una catena di testimonianze, di ricordi, di storie di vite raccontate da chi Viareggio l’ama ed ha voluto esserci a tutti i costi per fare sentire la vicinanza alla città e per abbracciare i chi è rimasto e deve trovare la forza di andare avanti nonostante quello che è successo. Sul palco si sono alaternati Marco Columbro, Giorgio Panriello, Carlo Conti, Pierluigi Collina, Marcello Lippi, Nada e molti altri volti noti, alternandosi a vigili del fuoco, poliziotti, volontari, e protagonisti di quella notte.

Hanno salito le scalette che portavano al palco con le gambe che tremavano, il cuore gonfio di emozione, la voglia di dare vita a quelle parole raccolte dalla bocca dei sopravvisuti e riportate sulla carta da Alessandra Scotti, scritte da Giampaolo Simi, Rossella Martina, storie che sono state ascoltate da una cittadella invasa da migliaia di persone che sedute il platea, ma anche in terra, in piedi appoggiate alle transenne, arrivate non solo da Viareggio.

Una comunità, non un pubblico, che si è stretta ai parenti e agli amici dele vittime, seduti nelle prime file, che con la loro presenza rispettosa e composta, partecipe e sentita ha accolto l’onda constante di emozione che arrivava dal palco e che speriamo abbia potto almeno in parte medicare la ferita aperta poco meno di un mese fa. Difficile recensiere la serata di ieri per me che come tutti ero dentro e fuori le storie, per me che come ogni viareggino combatteva contro le lacrime. Voglio ricordare però, e raccontare della Bellezza di chi ha avuto il coraggio di fare quelle scalette e davantia ad un microfono ha ricordato le storie di chi ce l’ha fatta, ma anche di chi non c’è più.

Voglio ricordare Leonardo Pieraccioni, che colto dall’emozione ha avuto difficoltà a proseguire e nell’alzare lo sguardo sulla platea ha lasciato che le lacrime facessero la loro corsa, voglio ricordare Monicelli accanto al sindaco che fragile e tremante vorrebbe abbracciare tutti ad uno ad uno, sì sì voglio ricordare lo sguardo di ogni persona che ho incrociato, quello di Rossana Casale che continuava a leggere e rileggere in un vano tentativo che il finale di quella storia cambiasse, quello di Maddalena Crippa che Dio solo sa come ha fatto a non sgretolarsi sotto il peso della storia, del pompiere, del poliziotto, dei volontari, dei testimoni… resterà indelebile ogni parola, ogni volto, ogni persona.

Resterà impresso a fuoco il grande coraggio, la professionalità, l’emozione di Dalia Gaberscik e del suo staff, della Fondazione Gaber che questa serata l’hanno organizzata, voluta, costruita, amata fin dall’inizio. Il loro impegno, il loro farsi in quattro per tentare con tutti i mezzi e gli sforzi di abbracciare tutte le persone. Sì sì gli occhi di Dalia che si raccomanda di informare gli amici di ciascuno di noi e farli arrivare alla cittadella per stringersi attorno a chi è rimasto ferito nel corpo e nell’anima, di lei che organizza, controlla, dà il ritmo e il sostegno a chi dovrà parlare, che ha ascoltato tutti e che sono sicura non sarà la stessa persona stamani… a lei che ha preso su di sè un compito delicato e difficile e l’ha saputo trasformare in ricordo e testimonianza, in balsamo per questa ferita aperta, dico grazie.

Elena Torre

Qui altre foto della serata

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